L'importanza di comunicare

di Chiara Cipollina*

“Il linguaggio potenzia in maniera straordinaria il trasferimento dell’esperienza da un individuo all’altro, […] rappresentando così un elemento essenziale per la costituzione di una cultura. Conferisce a chi lo possiede la capacità di descrivere se stesso e il mondo, ed è così strumento fondamentale per la riflessione” (prof. G. Avanzini, in “Orizzonti e limiti della scienza”, Raffaello Cortina Editore). Con questa affermazione si voleva sottolineare il fatto che il linguaggio fosse criterio sufficiente a differenziare la specie umana dalle altre specie animali. Ma questo pensiero mi sembra anche un ottimo spunto per riflettere sull’importanza che la comunicazione riveste nella corretta diffusione di nuove conoscenze e, nel caso particolare, nella formazione di una cultura scientifica collettiva.

E’, d’altra parte, inevitabile ammettere che il linguaggio da solo non basta. Ciò che è insieme ad esso fondamentale perché un’esperienza venga trasferita, perché una riflessione nasca e si sviluppi e una cultura sia formata, è la capacità di ascoltare chi sta comunicando qualcosa.

Comunicare la scienza è cosa non semplice, ma assolutamente necessaria. Agli esponenti del mondo scientifico è spesso mancata la capacità della chiarezza e la convinzione che comunicare la scienza in modo esatto fosse fondamentale per lo sviluppo della stessa. Chi ascolta, spesso crede che la scienza non sia “affar suo” e non sente l’esigenza di capire. A meno che il messaggio non entri con violenza nelle case, non sfondi gli schermi con annunci sensazionalisti e inquietanti: allora chi ascolta drizza le orecchie, e lo scienziato protesta perché il messaggio è scorretto, perché a parlare dovrebbero essere gli esperti, perché non è leale fare leva sulle paure della gente.

E allora bisogna reagire.
Bisogna imparare a parlare, a comunicare e ascoltare, prima di tutto nell’ambito dello stesso mondo scientifico, poi a chi di scienza non si occupa. Ed è proprio questo lo scopo che Prometeus si propone. Onestà, chiarezza e volontà di comunicare è ciò che bisogna imparare perché la ricerca scientifica cominci ad essere considerata dalla collettività patrimonio irrinunciabile.

 

*Caporedattore Prometeus

 







N.1 - Giugno 2004


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