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Principi universali per una scienza migliore

di Chiara Cipollina*

Anche se gli abbiamo dedicato una sola pagina in questo numero, credo che sia uno dei pezzi più importanti: per il messaggio che porta, per l'eccezionalità dell'evento, per la lezione che dà a tutti noi. Si tratta della Dichiarazione Universale di Bioetica e Diritti Umani, presentata dall'Unesco lo scorso 19 ottobre. Un lavoro immane, che ha richiesto 4 anni di duro lavoro ma che alla fine è stato approvato all'unanimità dai 197 Paesi membri. Sembrerebbe impossibile riuscire a trovare un'intesa e una linea comune su tematiche così profondamente dipendenti dal patrimonio culturale di ogni singolo Stato membro, eppure ci si è riusciti.

Il messaggio è chiaro: ci sono certi valori che vanno al di là di ogni cultura, religione o regime politico. Ed è a questi valori che la scienza, prima di tutto, ma anche i Governi, dovranno ispirarsi. Si parla di rispetto, delle culture ma anche, e soprattutto, di ogni singolo individuo e delle sue esigenze. Si parla di responsabilità e di condivisione. Parole che tutti noi conosciamo. Abbastanza comuni, tra l'altro. Ma il peso che portano è enorme, se solo diamo loro modo di sprigionare tutto il significato che portano.

E pensando a queste tre parole, non posso fare a meno di rivivere l'esperienza di BioPop: nell'impegno di tutti noi, queste parole sono diventate realtà. Nel nostro piccolo, in un cammino che è incominciato anni fa e che vuole portare questi valori nella scienza del domani, questi sono i principi che ci hanno animato.

E questi sono i principi su cui la nostra nuova generazione di scienziati ha già posto le sue basi, salde, per un percorso che si prospetta non facile, ma in cui tutti noi crediamo.

*Caporedattore Prometeus

 

 

 







N.9 -Novembre-Dicembre 2005


La rivista completa:

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Speciale Prometeus n.4 -BioPop

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