BIOPOP: un’esperienza che lascia il segno.
di Chiara Cipollina* e Angela Simone**
Sembrano passati solo pochi giorni da quando si discuteva di un progetto di comunicazione al pubblico sulle biotecnologie da portare avanti insieme alle altre associazioni di biotecnologi, incontrate grazie allo Young European Biotech Network.
Eppure di tempo ne è passato. Quasi due anni da quando il progetto, BIOPOP è diventato realtà. Ormai sta quindi per volgere al termine: il 31 dicembre di quest’anno si chiuderà ufficialmente questa lunga e intensa avventura che ci ha messo in contatto con i media e il mondo della ricerca europea ma soprattutto con i tanti cittadini che hanno animato le piazze di Bologna e Delft e il nostro sito.
Quali sono i risultati del cammino fatto insieme lo si saprà il 14 novembre a Bologna, quando in una conferenza finale assieme a diversi esponenti europei della ricerca, della comunicazione scientifica e dell’industria biotech, i ragazzi dell’ANBI che hanno fatto parte del grandioso staff di BIOPOP saranno ancora protagonisti.
Vogliamo utilizzare questo spazio per ringraziarli ancora una volta, per aver compiuto quella magica esperienza che solo a Bologna ha significato più di 4000 visitatori e la risonanza dell’evento su tutti i più importanti media nazionali. Sono quei ragazzi che, anche dopo questi due anni, siamo sicuri continueranno a portare in giro il modello BIOPOP, così come hanno fatto alcuni di loro durante la Maratona dell’Innovazione a Milano e come ci racconta Davide Ederle all’interno di questo numero. Sono i giovani ricercatori che tra qualche anno ci auguriamo non rispondano come i loro colleghi inglesi da poco intervistati dalla Royal Society per cui la comunicazione rappresenta un lusso e quasi un vezzo che solo in pochi si possono permettere, come raccontato in Fuori dal Coro. Siamo certi che a loro non accadrà. BIOPOP è stato prima di tutto un risultato per coloro che hanno vissuto le tappe del progetto, prima ancora che una breccia nella società. Continueranno a fare ricerca, magari potendo rimanere in Italia e non andando necessariamente all’estero come Andrea Gambotto, intervistato per Prometeus da Vincenza Cifarelli, ma sapranno che la comunicazione è una parte importante della loro carriera. Sapranno che innanzitutto prima che essere scienziati sono cittadini come tutti coloro fuori dal laboratorio.
Sembra scontato, no? Eppure avevamo bisogno di BIOPOP per riscoprirlo. Adesso, però, non lo dimenticheremo più.
*Caporedattore Prometeus
** Communication Manager Biopop
PS:
A causa di problemi tecnici l'uscita del numero 14, prevista per settembre-ottobre, ha subito un notevole ritardo ed è slittata di un numero. Per questo ci scusiamo con i lettori.
Buona lettura!
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N.14 - Novembre-Dicembre 2006
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