Speciale Prometeus n.3 - OGM in agricoltura
OGM: quale informazione per quali conoscenze
di Davide Ederle *
Parlare con serietà di Piante Geneticamente Modificate oggi in Italia è impresa sempre più ardua come dimostra anche il recente caso apertosi attorno al MON863. Nel frattanto stagnano ricerca e agricoltura che, nonostante il gran parlare, continuano a soffrire dei loro mali di sempre. Se da un lato la ricerca ha subito un drastico taglio dei progetti di settore, il settore agricolo sembra tenere, ma è sempre più “anziano” e legato a una miriade di piccoli particolarismi che vedono il sostegno istituzionale e i margini di profitto assottigliarsi, in una competizione che si fa sempre più globale. A questo si aggiungono le vecchie e nuove problematiche che ogni giorno gli agricoltori devono affrontare nel tentativo di ottenere produzioni di qualità, qualità che non dipende dalla loro origine italiana, ma dal rispetto degli elevati standard richiesti dalle normative comunitarie e nazionali.
Tra le questioni irrisolte si possono trovare patologie quali la ticchiolatura del melo, la flavescenza dorata della vite o la sharka del pesco, ma anche l’emergente infestazione di diabrotica sul mais, senza dimenticare che se entrassero in vigore le soglie oggi in discussione per le fumonisine, circa il 75% della produzione italiana di mais risulterebbe fuori norma.
Pensare di superare questi problemi puntando unicamente sulla tradizionalità e tipicità della nostra agricoltura appare quantomeno inadeguato per diversi motivi: 1) il consumatore richiede, prima che un legame con il territorio, una qualità oggettiva dei prodotti, che deve essere almeno ricercata se non garantita; 2) il tipico e il tradizionale sono una parte importante, ma minoritaria della nostra agricoltura che, soprattutto sulle commodity, deve competere con il mercato internazionale; 3) i problemi richiedono soluzioni concrete, mirate ed efficaci. L’esperienza della filossera della vite ci ha insegnato che le problematiche agricole meritano di essere affrontate con mente aperta e utilizzando metodi innovativi, siano essi legati alle agrotecniche o all’innovazione biotecnologica.
Con questa iniziativa editoriale vorremmo pertanto fornire al dibattito alcuni elementi fattuali spesso sconosciuti o sottovalutati e segnare una svolta. Vorremmo smettere di chiederci “cosa le agrobiotecnologie potrebbero farci”, e domandarci invece “cosa le agrobiotecnologie potrebbero darci”. Pertanto, accanto alla doverosa panoramica sulle applicazioni, le normative e la valutazione del rischio, abbiamo scelto di creare anche spazi per discutere del loro contributo al futuro agricolo del nostro paese. Senza pregiudizi, per un futuro davvero sostenibile.
Buona lettura.
*Biotecnologo Agro-Industriale
INDICE Piante geneticamente modificate tra
presente e futuro pag 3
Chiara Anzi, Piero Morandini
La legislazione attuale in materia di OGM pag 6
Vera Ventura
Coesistenza: il miraggio possibile? pag 8
Davide Ederle
Risk assessment delle piante transgeniche pag 9
Carlo Pozzi
Economia delle piante transgeniche nel
contesto italiano pag 11
Paolo Voltolina
Lo stato attuale delle agrobiotecnologie
in Italia pag 13
Davide Ederle, Fabio Niespolo, Gianluca Carenzo
Le aspettative del mondo agricolo italiano
nella ricerca biotech pag 14
Anna Trettenero
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