Il metodo Vannoni svelato dai brevetti

Pochi sanno quanto preziosa sia la letteratura brevettuale come fonte di informazioni scientifiche.
D’altra parte:

uno dei requisiti fondamentali perché un brevetto sia valido è che l’invenzione che si intende proteggere sia descritta in modo sufficientemente chiaro e completo perché una persona di ordinarie capacità nel settore possa riprodurla. Il brevetto infatti stipula un accordo implicito tra lo Stato, che concede un monopolio sul trovato, e l’inventore, che ha l’obbligo di fornire tutte le informazioni necessarie per identificare e ricreare lo stesso. A brevetto scaduto, queste informazioni dovrebbero diventare parte della conoscenza comune e promuovere uno sviluppo continuo della tecnica.

In base a questa premessa, non avendo ancora capito esattamente in cosa consista la discussa cura Vannoni e avendo inutilmente cercato degli articoli scientifici che lo spieghino, ho lanciato una ricerca nominativa nella banca dati pubblica dell’European Patent Office. La ricerca ha prodotto come risultato 4 domande di brevetto: due italiane, di cui purtroppo non è disponibile il testo, e due statunitensi: la più recente resa pubblica proprio in questi giorni.

In effetti, di lì a poco, mi imbatto nel servizio delle Iene in cui Vannoni incontra Telethon. All’obiezione sulla mancanza di informazioni sui protocolli utilizzati nella cura, Vannoni risponde dicendo che i processi di estrazione e trattamento delle cellule staminali sono pubblicamente disponibili ricercando su Google “Davide Vannoni e brevetti”. Conferma quindi che questi documenti contengono una descrizione esaustiva del metodo. Aggiunge che la Stamina Foundation è disponibile a concedere una licenza gratuita a chiunque si impegni a utilizzare questa metodica senza scopo di lucro e per cure compassionevoli.

A questo punto non manca che analizzare i documenti.

La prima domanda di brevetto US descrive e rivendica (ovvero richiede di proteggere):

un processo per ottenere cellule staminali mesenchimali, che prevede le fasi di frammentazione in soluzione salina un campione ottenuto da biopsia della cresta iliaca e centrifugare la soluzione per ottenere le cellule mesenchimali. Le cellule, spiega la descrizione, vengono poi coltivate in fiasca in un non meglio specificato terreno di coltura.

Nella seconda domanda di brevetto US, invece, si descrive e rivendica

un processo per indurre la differenziazione di cellule staminali mesenchimali in neuroblasti e neuroni. Il processo prevede l’uso di una soluzione di differenziazione esclusivamente a base di acido retinoico ed etanolo. Questa soluzione è aggiunta per un tempo da 20 minuti a 2 ore alle cellule staminali sospese in soluzione fisiologica o aderenti alle pareti di una fiasca da coltura. Sempre nella descrizione si riporta che, dopo due ore, le cellule sono differenziate in neuroni con dendriti e assoni completamente formati. Con i metodi noti in letteratura occorrerebbero diversi giorni e condizioni di coltura più complesse.

Mancano numerose informazioni utili a riprodurre gli esperimenti, ma i risultati illustrati sembrerebbero sorprendenti, almeno per la seconda domanda di brevetto. Ciò nonostante, non mi è ancora chiaro in quale parte dei processi risieda la novità e l’attività inventiva: reagenti e procedure sembrerebbero noti al tecnico del settore da alcuni decenni.

Da notare inoltre che ciò che Vannoni identifica come “brevetti” sono in realtà “domande di brevetto”, ovvero documenti il cui contenuto è ancora sotto esame e sui quali verrà concessa un’esclusiva soltanto se ritenuti avere i requisiti di novità, altezza inventiva e soprattutto sufficienza di descrizione.

Vediamo però qual è il parere dell’Ufficio Brevetti Statunitense. Per entrambe le domande di brevetto le obiezioni sono le medesime:

indefinitezza del contenuto che costituirebbe l’invenzione e mancanza di altezza inventiva.

In entrambi i casi, l’esaminatore conclude “The claimed invention, as a whole, is clearly prima facie obvious”.

 

Per approfondire il caso Stamina:

I troppi interrogativi sul caso Stamina – di Marco Cattaneo (Le Scienze Blog)

Staminali: i brevetti, i pericoli, il business – di Salvo Di Grazia (MedBunker)

Altri articoli apparsi su Prometeus:

Staminali, ricerca, Sofia e Cura Vannoni

Il metodo Vannoni e il Metodo Scientifico

Il metodo Vannoni e il peccato della Scienza

Vannoni, staminali, Beike e la sicurezza delle cure

Vannoni, lettera aperta delle Famiglie SMA

Nature di nuovo sul Metodo Vannoni (e il Vaticano)

Lo sfottò di Vannoni a Yamanaka

Staminali: Per chi suona la campana?

Commenti

commento/i